mappatura buone pratiche inclusione lavorativa richiedenti protezione internazionale
Cooperativa Spazio Aperto
L’obiettivo
L’obiettivo principale è favorire l’inclusione lavorativa e la crescita personale dei destinatari, garantendo loro autonomia economica e opportunità di inserimento in diversi contesti lavorativi. La cooperativa si propone come luogo di transizione verso il mercato del lavoro, pur consapevole che, per le persone con fragilità elevate, il percorso di uscita verso occupazioni esterne rimane complesso.
ENTE PROMOTORE
Cooperativa Spazio Aperto
QUANDO
La cooperativa Spazio Aperto è stata fondata nel 1984 e ha celebrato il quarantesimo anniversario nel 2024. Le attività sono tuttora in corso.
DOVE
Milano
GLI AMBITI DI INTERVENTO
Inserimento lavorativo
IL TARGET
Spazio Aperto si rivolge a persone con disabilità, prevalentemente di natura psichica, talvolta associata a patologie fisiche, e a persone con background migratorio. Tra queste ultime, le nazionalità più rappresentate sono egiziana, srilankese, marocchina e latinoamericana. La cooperativa impiega circa 1.000 persone, di cui il 40% con disabilità e un ulteriore 30% con origine migratoria.
L’OBIETTIVO
L’obiettivo principale è favorire l’inclusione lavorativa e la crescita personale dei destinatari, garantendo loro autonomia economica e opportunità di inserimento in diversi contesti lavorativi. La cooperativa si propone come luogo di transizione verso il mercato del lavoro, pur consapevole che, per le persone con fragilità elevate, il percorso di uscita verso occupazioni esterne rimane complesso.
LE ATTIVITA’
Spazio Aperto realizza inserimenti lavorativi attraverso diversi settori e servizi che richiedono competenze pratiche e mansioni compatibili con diversi livelli di autonomia.
Uno dei settori più rilevanti è quello delle pulizie, assieme al comparto ecologico, che comprende la gestione di piattaforme ecologiche e il ritiro dei rifiuti presso aziende attraverso l’utilizzo di mezzi dedicati. A queste attività si aggiunge la pulizia dei territori. La cooperativa gestisce inoltre un settore dedicato alla manutenzione, prevalentemente edile e interna, con interventi su piccoli lavori di riparazione. Vi è poi il progetto “Dona Valore”, che prevede il recupero di abiti dai cassoni della Caritas, con operazioni di svuotamento e smistamento sul territorio.
Vi è poi il settore del facility management, che comprende mansioni diversificate all’interno delle aziende, dalla reception all’endyman interno, fino al maggiordomo aziendale (che consente di delegare commissioni personali, come il ritiro di biglietti per eventi o la gestione della lavanderia, grazie a convenzioni attivate dalla cooperativa). Il “laboratorio protetto” è invece destinato alle persone in condizione di maggiore fragilità, prive di sufficiente autonomia per operare in contesti esterni. In questo spazio vengono eseguite lavorazioni manuali, quali etichettatura e assemblaggio di componenti, attività che consentono di valorizzare capacità residue e garantire inclusione anche a chi presenta gravi limitazioni.
Infine, Spazio Aperto si occupa della gestione delle flotte di car sharing, un settore che in passato impiegava circa trenta persone e che oggi, a seguito di ridimensionamenti, coinvolge sette addetti. Le attività comprendono il lavaggio dei veicoli, il rifornimento e lo spostamento delle auto.
Attraverso questa ampia gamma di servizi, la cooperativa costruisce percorsi di inclusione calibrati sulle capacità individuali. Offre inoltre percorsi di formazione obbligatoria in materia di sicurezza sul lavoro e HACCP erogati in presenza, con un supporto diretto da parte degli operatori per quanti non comprendono pienamente la lingua italiana e necessitano di traduzioni parziali in inglese.
LE FONTI DI FINANZIAMENTO
La cooperativa si autosostiene attraverso le proprie attività economiche. Non riceve contributi esterni né finanziamenti pubblici o privati, ma richiede la Dote Unica Lavoro per supportare i percorsi di inserimento.
RISULTATI OTTENUTI IN TERMINI QUANTITATIVI
Attualmente la cooperativa impiega circa 1.000 persone, con una percentuale di inserimenti superiore agli obblighi normativi: il 40% dei dipendenti è costituito da persone con disabilità, mentre un ulteriore 30% ha un background migratorio.
I RISULTATI OTTENUTI IN TERMINI QUALITATIVI
Gli inserimenti hanno prodotto benefici significativi in termini di autonomia economica e stabilità personale. In alcuni casi, i percorsi avviati hanno condotto a occupazioni esterne alla cooperativa, sebbene ciò rimanga raro per le persone con fragilità complesse. L’esperienza lavorativa contribuisce alla crescita individuale e alla costruzione di reti sociali, pur in presenza di ostacoli culturali e linguistici.
I PUNTI DI FORZA
Uno dei principali punti di forza della Cooperativa Spazio Aperto risiede nella centralità attribuita alla persona e nell’attenzione ai suoi bisogni. La cooperativa, ove possibile, concede ad esempio anticipi sugli stipendi futuri per esigenze familiari.
Un ulteriore elemento è rappresentato dalla capacità di offrire opportunità lavorative diversificate, varietà che consente di calibrare l’inserimento in funzione delle competenze e del livello di autonomia, favorendo percorsi inclusivi anche per soggetti con disabilità gravi.
Spazio Aperto si caratterizza, inoltre, per una solida stabilità organizzativa, maturata in oltre quarant’anni di esperienza e per un approccio inclusivo che non contempla discriminazioni di alcun tipo. Le scelte di assunzione si fondano esclusivamente sulla capacità di svolgere le mansioni richieste, garantendo pari opportunità a tutte le persone candidate.
CRITICITA’
Una delle criticità più complesse riguarda la gestione delle assenze prolungate, spesso legate alla necessità di mantenere i legami familiari nei Paesi d’origine. In passato, la cooperativa concedeva periodi di assenza fino a due mesi, ma tale prassi ha generato difficoltà organizzative, portando all’introduzione di un limite massimo di quaranta giorni. Nonostante questa misura, si verificano ancora situazioni che rendono complessa la pianificazione, come partenze non comunicate con sufficiente anticipo o l’invio di certificati di malattia rilasciati e tradotti nel Paese d’origine e accettati dall’INPS. Questo fenomeno, che interessa purtroppo una quota rilevante dei lavoratori, obbliga la cooperativa a ricorrere a sostituzioni temporanee, talvolta con contratti più lunghi per garantire la continuità dei servizi.
Un’altra criticità è rappresentata dalle barriere linguistiche, che possono ostacolare la comprensione delle procedure e la partecipazione ai corsi di formazione obbligatoria. La cooperativa ha introdotto strumenti di supporto, come traduzioni parziali in inglese e assistenza diretta durante i corsi, ma la conoscenza limitata dell’italiano rimane un ostacolo, soprattutto per chi è di recente origine ma ha esigenze lavorative immediate.
Si aggiungono a volte problematiche connesse alla condizione abitativa di alcuni lavoratori che non dispongono di una rete di supporto. La precarietà dell’alloggio e la necessità di soddisfare bisogni primari incidono sulla disponibilità e sulla continuità lavorativa. La cooperativa tende a privilegiare inserimenti accompagnati da reti di riferimento, per ridurre il rischio di interruzioni e favorire percorsi più stabili.
PROSPETTIVE FUTURE
Si evidenzia la necessità di affrontare il problema linguistico, che rimane un ostacolo significativo. L’apertura verso nuove opportunità di inserimento resta costante al fine di consolidare il ruolo di Spazio Aperto come strumento di inclusione sociale e lavorativa.
CONTATTI info@spazioaperto.coop