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Milano, una mostra dà voce alle donne rom: immagini e racconti contro stereotipi e discriminazioni

Inaugurazione il 7 maggio, alle ore 17.30, presso la Casa dei Diritti del Comune di Milano

Milano, 30 aprile 2026

Scardinare i luoghi comuni attraverso l’obiettivo fotografico e il racconto in prima persona. È questo l’obiettivo della mostra “ESSERE DONNA ROM. Io mi racconto. Io mi riconosco”, che verrà inaugurata giovedì 7 maggio dalle ore 17.30 alle 20.00 presso la Casa dei Diritti del Comune di Milano, in via De Amicis, 10.

L’esposizione, che proseguirà successivamente in diversi spazi della città, nasce con l’obiettivo di sensibilizzare la cittadinanza sui fenomeni di discriminazione etnica e di genere e promuovere una maggiore consapevolezza sul tema della violenza contro le donne.

La mostra è realizzata nell’ambito del progetto ROMANÌ. Empowering Roma Women, Improving Access to Health, and Combating Gender-Based Violence (GBV), finanziato dalla Commissione europea attraverso il programma CERV – DAPHNE e coordinato dal Dipartimento di Sociologia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, con la collaborazione di Fondazione ISMU ETS, Caritas Ambrosiana e i partner internazionali HESED (Health and Social Development Foundation) ed E-Romnja.

Elemento distintivo del progetto è l’adozione di un approccio metodologico basato sulla ricerca partecipata e creativa. In particolare, vengono utilizzate tecniche quali Photovoice e walking interviews, riconosciute a livello internazionale come strumenti efficaci per lavorare con gruppi marginalizzati.

Il percorso espositivo si articola in due sezioni: “Io mi racconto” presenta le fotografie scattate con lo smartphone dalle stesse donne rom. Documentando quotidianità, lavoro e relazioni, le autrici offrono uno sguardo interno che sfida i preconcetti più radicati. “Io mi riconosco”: propone i ritratti in bianco e nero in cui la fotoreporter Sara Lemlem ritrae le stesse donne che hanno partecipato alla ricerca, autrici degli scatti della prima sezione.

Due sguardi che dialogano e restituiscono una narrazione complessa, capace di superare cliché e rappresentazioni semplificate.

L’esposizione invita anche a riflettere sulle parole: il percorso mette in luce come termini quali “zingari” o “nomadi” risultino oggi stigmatizzanti o fuorvianti, promuovendo l’uso corretto di “Rom” e “Sinti”. Le autrici hanno scelto consapevolmente di confrontarsi con queste definizioni per smontare i meccanismi del pregiudizio e rivendicare i propri spazi di espressione.

La mostra è visitabile dal 7 al 17 maggio alla casa dei diritti dal lunedì al venerdì dalle ore 8.00 alle ore 16.00.

L’ingresso è libero.

Info e iscrizioni a questo link: https://new.ismu.org/mostra-fotografica-essere-donna-rom-7-27-5-2026

Per informazioni
Ufficio stampa ISMU ETS, Tamara Ferrari, cell: 335.5395695
ufficio.stampa@ismu.org

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