mappatura buone pratiche inclusione lavorativa richiedenti protezione internazionale
Paìs – Percorsi di Accompagnamento all’Inclusione Sociale
A.p.s. – E.t.s
L’associazione Paìs nasce per iniziativa di un piccolo gruppo di operatori sociali con una lunga esperienza di lavoro nell’ambito dello SPRAR. I soci fondatori, in totale nove, erano educatori professionali, psicologi e antropologi. All’inizio l’idea alla base dell’associazione era ancora in via di definizione, ma partiva da un’esperienza condivisa: quella dell’orientamento e dell’inserimento lavorativo di rifugiati e richiedenti asilo, un tema su cui tutti i fondatori avevano lavorato, seppur con approcci diversi, negli anni precedenti. L’equipe attuale è composta da cinque persone: due figure senior, due junior e una responsabile amministrativa.
L’obiettivo
L’obiettivo di Paìs è offrire percorsi integrati di accompagnamento lavorativo e sociale, tenendo conto delle reali condizioni di vita dei beneficiari. Fin dall’inizio, l’associazione ha rilevato che l’inserimento lavorativo, per essere efficace, deve poggiare su una presa in carico più ampia, che includa anche il supporto alla genitorialità, l’accesso ai servizi e, in alcuni casi, un sostegno economico diretto. L’approccio è centrato sulla persona, con un’attenzione specifica ai percorsi di autonomia attraverso l’inserimento lavorativo, il supporto abitativo e l’accompagnamento all’accesso ai servizi del territorio.
Durante la pandemia da Covid-19, ad esempio, Paìs ha partecipato a un bando REACT-EU promosso dalla Città di Torino, che ha permesso di ampliare le proprie attività includendo accompagnamento sociale, sostegno al pagamento dell’affitto e delle utenze, e moduli tematici (come accompagnamento alla genitorialità o laboratori teatrali).
La consapevolezza emersa negli anni è che l’inserimento lavorativo non può prescindere da un lavoro preliminare sulle condizioni materiali e relazionali dei beneficiari. Per molte donne sole, ad esempio, la mancanza di una rete di cura rende impossibile accettare un tirocinio o un lavoro. Per questo motivo Paìs ha adottato un approccio che unisce sostegno sociale e lavorativo, anche a costo di tempistiche più lunghe.
Negli anni Paìs ha consolidato il proprio ruolo nel territorio, partecipando attivamente ai bandi del Piano di Inclusione Sociale della Città di Torino e ampliando la propria rete di finanziatori. Tra i progetti più recenti:
- EXIT – Le vie di uscita dall’irregolarità (finanziato dal Fondo di Beneficenza IntesaSanpaolo): offre uno sportello legale e uno sportello lavoro dedicati a persone con situazioni documentali fragili, con l’obiettivo di prevenire la perdita del permesso di soggiorno attraverso l’inserimento lavorativo.
- La mia città è dove poggio i miei piedi (finanziato dall’Otto per Mille della Chiesa Valdese): rivolto a donne giunte in Italia tramite ricongiungimento familiare, spesso isolate e prive di reti, con l’obiettivo di offrire strumenti di orientamento, accompagnamento ai servizi e costruzione di reti sociali. Il progetto è ancora in fase sperimentale ed è oggetto di revisione e supervisione.
- Sails– Cittàdi Torino – Area 4 piano di inclusione sociale. Il progetto prevede la presa in carico di 30 nuclei con azioni congiunte di accompagnamento abitativo rivolte allo prevenzione dello sfratto e di inserimento lavorativo che permettano il miglioramento della condizione socio economica della famiglia.
ENTI PARTNER
Nel corso del tempo, Paìs ha collaborato con diversi enti pubblici e privati, tra cui Compagnia di San Paolo, Città di Torino (nell’ambito del Piano di Inclusione Sociale), Fondo di Beneficenza di Intesa Sanpaolo, Otto per Mille della Chiesa Valdese.
QUANDO
L’associazione è nata a giugno 2019. Pochi mesi dopo, tra ottobre e novembre dello stesso anno, ha avviato il suo primo progetto operativo. Le attività sono proseguite negli anni successivi e sono tuttora in corso. Il primo progetto è cominciato all’interno di un contesto molto specifico, quello delle ex occupazioni delle palazzine olimpiche del complesso MOI, dove per anni avevano vissuto centinaia di persone rimaste escluse dall’accoglienza istituzionale dopo la chiusura della c.d. “emergenza Nord Africa”. A seguito dello sgombero graduale delle palazzine, la Compagnia di San Paolo ha coinvolto Paìs nella gestione degli inserimenti lavorativi per le fasce più fragili delle persone coinvolte. Così è nato il progetto OLMO, che ha accompagnato circa sessanta beneficiari in due anni e mezzo, attraverso borse tirocinio e accompagnamento al lavoro.
GLI AMBITI DI INTERVENTO
Orientamento alla ricerca attiva del lavoro; Tirocini e accompagnamento al lavoro; accompagnamento sociale e sostegno economico all’abitare, Rafforzamento delle competenze, alfabetizzazione e attività di empowerment come strumenti per l’inserimento lavorativo
DOVE
Paìs opera a Torino, dove ha anche una sede fisica sulle rive del fiume Po , utilizzata sia per le attività sociali che per iniziative culturali. Mostre, concerti, spettacoli teatrali e presentazioni di libri attività mirano inoltre a coinvolgere la comunità e a promuovere la cultura dell’inclusione.
IL TARGET
L’associazione sostiene persone in condizione di vulnerabilità, in particolare migranti, donne, e, anche se in numeri contenuti, beneficiari con disabilità, sia fisica che intellettiva, nello specifico: persone con un percorso migratorio complesso (non solo titolari di protezione internazionale), donne migranti, spesso madri sole, con difficoltà legate alla cura e all’inserimento lavorativo; persone in situazione documentale a rischio; donne giunte in Italia tramite ricongiungimento familiare.
Il contatto con i beneficiari avviene tramite i progetti del Piano di Inclusione Sociale della Città di Torino, tramite i servizi sociali (che spesso inviano direttamente gli utenti) e l’accesso diretto agli sportelli di Paìs.
LE ATTIVITÀ
Nel corso degli anni sono state sviluppate numerose attività, con particolare attenzione all’inserimento lavorativo. Sono stati attivati tirocini in aziende selezionate, privilegiando contesti medio-piccoli dove l’aspetto umano e relazionale fosse centrale e dove fossero escluse situazioni di sfruttamento lavorativo.
Un altro fronte di intervento importante è il tema dell’abitare, divenuto prioritario anche a seguito del cambiamento del Piano di inclusione sociale della città, che ha spostato l’attenzione dal solo ambito lavorativo a quello abitativo. L’associazione ha quindi avviato progettazioni che legano inserimento lavorativo e prevenzione dello sfratto, con la possibilità, ad esempio, di coprire parzialmente le spese d’affitto mentre si ricerca un’occupazione.
Tra le attività svolte rientrano anche corsi di alfabetizzazione finanziaria, realizzati in parte autonomamente e in parte in collaborazione con il Museo del Risparmio di Torino, che ha organizzato appositamente per l’associazione un ciclo di tre incontri dedicati. Inoltre, i volontari dell’associazione gestiscono corsi di italiano, utili anche per creare contatti e favorire un primo orientamento nel territorio.
LE FONTI DI FINANZIAMENTO
Tra le fonti di finanziamento rientrano, Città di Torino – Piano di Inclusione Sociale, Fondo di Beneficenza di Intesa Sanpaolo, Otto per Mille della Chiesa Valdese, Fondazione Azimut
I RISULTATI OTTENUTI IN TERMINI QUANTITATIVI
Dal 2019 a oggi, sono circa 500 le persone che sono state seguite dall’associazione. La composizione dei beneficiari è cambiata nel tempo: nei primi anni erano prevalentemente uomini, mentre negli ultimi due/tre anni si è registrata una maggioranza femminile.
In termini occupazionali, le attività hanno prodotto risultati significativi. In media, tra il 30% e il 40% delle persone coinvolte nei tirocini ha ottenuto successivamente un contratto di lavoro. Un dato particolarmente significativo riguarda l’assunzione, nell’ultimo anno, di cinque donne nigeriane con figli (vittime di tratta di esseri umani), un risultato concreto che evidenzia l’efficacia degli interventi, pur nella loro complessità.
I RISULTATI OTTENUTI IN TERMINI QUALITATIVI
L’associazione ha sviluppato un ottimo rapporto con le persone beneficiarie: non si sono mai verificati conflitti o tensioni rilevanti, e l’ambiente è percepito come accogliente. I percorsi non sempre si concludono positivamente, anche per la complessità delle situazioni, ma le relazioni restano improntate alla fiducia e al rispetto reciproco. Un elemento particolarmente curato è la scelta delle aziende partner, all’interno delle quali inserire i propri beneficiari, diversificata a seconda delle caratteristiche delle persone. Ad esempio, per i beneficiari più fragili si privilegiano contesti dove, anche in assenza di prospettive di assunzione, l’esperienza possa comunque rappresentare un momento di rafforzamento personale.
I PUNTI DI FORZA
Tra i principali punti di forza si segnalano la professionalità dell’équipe, la cura nella relazione individuale e la capacità di lettura dei bisogni. L’associazione lavora con un gruppo ridotto ma coeso di operatori e con un buon equilibrio tra figure senior e junior, che consente uno scambio generazionale e un passaggio costante di competenze.
Importante è anche l’accreditamento nazionale – ex ANPAL, oggi Sviluppo Lavoro Italia – che consente di essere ente promotore di tirocini a livello nazionale, pur non essendo accreditati come servizio al lavoro presso la Regione Piemonte.
LE CRITICITÀ
Le principali difficoltà sono di natura economica. I progetti finanziati dalla città di Torino o da fondazioni richiedono sempre cofinanziamenti, e l’associazione, pur svolgendo di fatto funzioni paragonabili a quelle dei servizi sociali, si trova a dover “pagare per lavorare”, sostenendo spese a carico proprio.
Un’altra criticità riguarda la breve durata dei progetti, spesso annuali, che costringe il team a gestire in parallelo la realizzazione delle attività, la progettazione futura e la rendicontazione di quelle passate, con un carico di lavoro molto elevato per una struttura di piccole dimensioni.
Con riguardo ai beneficiari, si riscontrano frequentemente ostacoli di natura burocratica, quali l’apertura di conti correnti in assenza di residenza, la duplicazione di codici fiscali o problematiche legate ai permessi di soggiorno, che rallentano i percorsi di inserimento e generano ulteriore frustrazione tra i destinatari degli interventi.
LE PROSPETTIVE FUTURE
L’intenzione è quella di proseguire il percorso intrapreso, mantenendo il focus sulle medesime aree di intervento (lavoro, abitazione e inclusione sociale) e rafforzando al contempo le sinergie tra i diversi ambiti. Resta tuttavia centrale la questione della sostenibilità economica. La prosecuzione delle attività dipenderà dalla capacità di assicurare un adeguato livello di stabilità finanziaria e di sviluppare progettualità con orizzonti temporali più estesi, preferibilmente di durata triennale, tali da consentire una programmazione più solida ed efficace.
CONTATTI: segreteria@associazionepais.net